Il Martirio

[Guido Cagnacci, 1640 - Bologna Coll. Privata]

[Guido Cagnacci, 1640 – Bologna Coll. Privata]

Gli Atti del Martirio ci raccontano la storia di Agata, giovane catanese che subì il martirio al tempo dell’Imperatore Decio (249-251).

Quella di Decio non fu tanto una vera e propria persecuzione, quanto un tentativo di riaffermare i valori della pietas romana ed il culto degli dei tradizionali, a fronte dei numerosi culti orientali (e non solo quello cristiano) che si erano diffusi a Roma. Per questo tutti i cittadini romani erano obbligati a recarsi ai templi ed effettuare un sacrificio agli dei, a fronte del quale avrebbero ricevuto un libellum, attestante l’adempimento della legge. Fra i cristiani molti furono coloro che effettuarono il sacrificio, ponendosi dunque fuori dalla comunità (lapsi) o quelli che corrompendo gli ufficiali imperiali riuscirono ad avere il libellum senza effettuare il sacrificio.

Molti furono coloro che, rifiutando di sacrificare, furono imprigionati e torturati, ma in pochissimi casi si giunse al martirio. Quello di Agata è sicuramente il caso più eclatante.

Agata era una giovane appartenente all’aristocrazia cristiana di Catania, fatta arrestare dal proconsole Quinziano per il suo rifiuto di sottomettersi alla legge e per questo sottoposta ad una successione sempre più drammatica di torture oltre che ad un regolare processo.

Come primo martirio, Quinziano cercò di corrompere Agata, affidandola ad una corrotta matrona – Afrodisia – che, attraverso blandizie e lusinghe, aveva il compito di farle abbandonare la sua fede. Ma il tentativo si rivelò vano…

Afrodisia

Paolo Gismondi, Sant’Agata nel lupanare di Afrodisia – 1636 – Affresco nella chiesa di Sant’Agata dei Goti (Roma)


… Ad esse S. Agata diceva: La mia mente è saldamente fondata in Cristo: le vostre parole sono venti, le vostre promesse pioggia, le vostre minacce fiumi, che per quanto imperversino contro i fondamenti della mia casa, essa non potrà cadere, fondata com’è sopra pietra ben ferma…
[dagli Atti del Martirio]

Iniziato il processo vero e proprio, che si svolse seguendo la procedura della legge romana in questi casi, Agata riaffermò con forza la propria fede, di fronte a tutte le minacce di Quinziano, con un dialogo che gli atti del martirio ci tramandano come un capolavoro di retorica, testimonianza della forza morale e della profonda fede della giovane.

Agata davanti a quinziano_1637

Francesco Guarini, Sant’Agata davanti a Quinziano – 1637 – Tela nella Chiesa di Sant’Agata Irpina (AV)

…Quinziano disse: “A che questo profluvio di parole? O sacrifichi agli dei, o ti farò perire con vari supplizi.”
S. Agata rispose: “Se mi condanni alle fiere, queste, all’udire il nome di Cristo, si faranno mansuete; se mi darai alle fiamme, gli Angeli dal cielo mi appresteranno rugiada di salvezza; se mi darai ferite e percosse, ho dentro di me lo Spirito Santo, che mi darà la forza di disprezzare ogni tuo tormento.”…
[dagli Atti del Martirio]

Rivelandosi inutili tanto le blandizie quanto le minacce, Quinziano ordinò di dare inizio alle torture, sottoponendo la giovane all’eculeo e poi facendo tormentare le sue carni fino a farle strappare le mammelle. Martirio questo che compare raramente nel vasto corpus degli Atti dei primi martiri, e che infatti sarà legato indissolubilmente al nome di Agata, tanto da un punto di vista iconografico che devozionale.

Sant'Agata_Berlino 1750

Giambattista Tiepolo, Il Martirio di Sant’Agata – 1755 circa – Berlino Staatliche Museen

… Allora furioso Quinziano comandò che fosse torturata nella mammella e poi le venisse lentamente strappata del tutto.
La B. Agata disse: “Empio, crudele e disumano tiranno, non ti vergogni di strappare in una donna ciò che tu stesso succhiasti nella madre tua? Ma io ho altre mammelle intatte nell’intimo dell’anima mia colle quali nutrisco tutti i miei sentimenti, e fin dall’infanzia le ho consacrate a Cristo Signore.” …
[dagli Atti del Martirio]

Raccontano quindi gli Atti che dopo aver subito questo tremendo martirio Agata fu riportata in carcere, e lì ricevette l’apparizione di San Pietro che la guarì da tutte le sue ferite.

Giovanni Lanfranco, Sant’Agata visitata da San Pietro in carcere – 1613 – Parma Galleria nazionale

Giovanni Lanfranco, Sant’Agata visitata da San Pietro in carcere – 1613 – Parma Galleria nazionale

… Agata rispose: “Ho per Salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale con la sola parola cura ogni cosa e la sola voce tutto ristora: questi se vuole può rendermi sana.”
Allora sorridendo il vecchio le disse: “Ed è proprio lui che mi mandò a te: io non sono che il suo Apostolo, e nel nome di lui sappi che devi essere sanata.” Ciò detto disparve dai suoi occhi…
[dagli Atti del Martirio]

Riportata nuovamente di fronte al proconsole, Agata – dopo aver riaffermato con forza la propria fede – venne condannata a morte, e ad essere posta su una fornace con carboni ardenti, cocci di vetro e di vasi infranti su cui viene rivoltata a corpo nudo. La tradizione racconta che mentre questa condanna veniva eseguita un terremoto scosse Catania, provocando la fuga dei soldati romani e di Quinziano che poi morì travolto dalle acque del Simeto.

Bernardino Nigro_S.Agata condotta al martirio_1588_Catania Santo Carcere

Bernardino Niger – S.Agata condotta al martirio (1588) Catania, Chiesa di Sant’Agata al Carcere

… Disse Quinziano: “Ma chi è che ti ha curata?”
S. Agata rispose: “Cristo il Figlio di Dio.”
Quinziano disse: “Ancora osi nominare Cristo?”
Agata rispose: “Io confesso Cristo colle labbra e col cuore non cesso mai di invocarlo.”
Quinziano disse: “Vedrò ora se il tuo Cristo ti curerà.”

E comandò che fossero sparsi a terra acuti cocci, e sotto i cocci fossero messi carboni ardenti, e Agata vi fosse rivoltata a corpo nudo…
[dagli Atti del Martirio] 

Agata invece, tolta dalla fornace per la pietà dei catanesi, fu riportata in carcere dove morì nella notte fra il 4 ed il 5 Febbraio del 251 dopo aver innalzato un’ultima preghiera a Dio.

Massimo Stanzione, Sant’Agata in carcere – 1630 – Napoli Museo di Capodimonte

Massimo Stanzione, Sant’Agata in carcere – 1630 – Napoli Museo di Capodimonte

…S. Agata poi, entrata nuovamente nel carcere, allargò le sue braccia al Signore, e disse: “Signore che mi hai creato e custodito dalla mia infanzia, e che nella mia giovinezza mi hai fatto agire virilmente, che togliesti da me l’amore del secolo, che preservasti il mio corpo dalla polluzione, che mi facesti vincere i tormenti del carnefice, il ferro, il fuoco e le catene, che mi donasti fra i tormenti la virtù della pazienza, ti prego ora di accogliere il mio spirito. Perché è già tempo che io lasci questo mondo per tuo comando e giunga alla tua misericordia.”
Dette queste parole alla presenza di molti, con forte grido, rese lo spirito…
[dagli Atti del Martirio]

Dopo la morte, il corpo di Agata fu sepolto con tutti gli onori e – raccontano ancora gli atti del martirio – mentre si svolgeva il funerale apparvero degli angeli che lasciarono sulla sua tomba una scritta che ne esaltava le virtù e la istituiva come protettrice della sua città.

Tale iscrizione, che secondo la tradizione è attualmente conservata in un prezioso reliquiario a Cremona, costituisce il principale attributo che accompagna la figura di Agata nel territorio catanese, segno del patrocinio che la Martire ha sempre svolto sulla sua città nei momenti più drammatici della sua storia.

Giulio Campi, La sepoltura di Sant’Agata – 1537 – Affresco, Basilica di Sant’Agata (Cremona)

Giulio Campi, La sepoltura di Sant’Agata – 1537 – Affresco, Basilica di Sant’Agata (Cremona)

 …Avvenne poi, mentre il suo corpo veniva unto con aromi e con molta cura seppellito, che si avvicinò un giovane vestito di seta, seguito da più di cento fanciulli, tutti adorni e belli, e nessuno prima lo aveva visto in Catania, né dopo alcuno lo vide, né altri si trovò che dicesse di conoscerlo.
Questi dunque venendo entrò nel luogo dove si componeva il corpo di lei e le pose vicino al capo una tavoletta di marmo, nella quale c’è scritto: MENTE SANTA SPONTANEA ONORE A DIO E LIBERAZIONE DELLA PATRIA.
[dagli Atti del Martirio]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...