Giovan Battista Vaccarini

Gaspare Serenario Ritratto di Giovan Battista Vaccarini (1761 circa) Palermo, Biblioteca Comunale

Gaspare Serenario
Ritratto di G.B. Vaccarini (1761)
Palermo, Biblioteca Comunale

Nato a Palermo il 3 Febbraio del 1702, Giovan Battista Vaccarini fin da giovane intraprese una doppia formazione, quella religiosa in seminario che lo portò ad essere ordinato sacerdote (1725) e quella artistica che lo introdusse alla professione di architetto. La sua formazione si svolse a Palermo, e fu successivamente completata da un fondamentale soggiorno romano (1734-1735) durante il quale poté ammirare e studiare da vicino le opere di Michelangelo, Bernini ma soprattutto Borromini.

Fondamentale nella sua carriera fu la protezione di Pietro Galletti, suo padrino di battesimo, che – nominato Vescovo di Catania nel 1729 – chiamò il giovane Vaccarini in città nominandolo Canonico della Cattedrale, Architetto di tutte le chiese e i monasteri di Catania e della Diocesi, Sovrintendente della Fabbrica dell’Università e Architetto della Cattedrale. Questa posizione privilegiata fu poi ulteriormente rafforzata dal Senato di Catania che lo nominò Architetto della Città (1735) cui si unì successivamente l’incarico di Architetto della Fabbrica dei Benedettini (1739), oltre ad una lunga serie di incarichi privati.

Nel 1745 però lasciò Catania, delegando gran parte dei suoi cantieri agli altri architetti presenti in città – primi fra tutti Francesco Battaglia e Giuseppe Palazzotto – per assumere il prestigioso incarico di Ingegnere della Deputazione del Regno. In questa veste si dedicò a diverse opere di Ingegneria idraulica, fra cui il Ponte Primosole sul Simeto, e nel 1751 fu chiamato a prestare la propria opera per procurare i marmi pregiati siciliani per la Reggia di Caserta.

Nominato Abate commendatario di San Filippo del Mela (1751) e successivamente anche di San Salvatore della Placa presso Francavilla di Sicilia (1754) lavorò anche nel territorio di Milazzo in cui gli sono attribuiti interventi in diverse chiese e monasteri.

Morì a Palermo il 12 Marzo 1768.

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Le attribuzioni a Catania

La preminenza di Vaccarini nell’ambiente catanese, è testimoniato dal lungo elenco di edifici di cui è certa la sua paternità e l’ancora più lunga lista delle attribuzioni. Il suo arrivo in città segna comunque una svolta nelle forme architettoniche con cui la città veniva ricostruita dopo la distruzione causata dal terremoto del 1693, portando i modi monumentali del grande barocco romano, in particolare quello borrominiano, che concilia in maniera mirabile con la tradizione tardo barocca locale.

Nella tradizione storiografica, dalla prima monografia di Francesco Fichera (1934) all’ultima di Eugenio Magnano di San Lio (2004), ha destato più di una difficoltà la precisa definizione degli interventi realizzati dall’architetto in tutti i cantieri che gli sono attribuiti. Tuttavia sulla scorta delle ultime, accurate ricostruzioni documentarie gli si possono attribuire questi edifici.

  • Prospetto della Cattedrale di Catania
  • Fontana dell’Elefante
  • Casa Vaccarini alla Civita
  • Palazzo arcivescovile: prospetto del priorato
  • Chiesa di S. Maria dell’Ogninella 
  • Palazzo Villermosa: oggi non più esistente, poichè nel 1865 fu radicalmente ricostruito dall’arch. Errico Alvino per i Marchesi del Toscano
  • Chiesa della SS. Trinità impostazione planimetrica della chiesa e del dormitorio meridionale (successivamente completata da Francesco Battaglia)
  • Chiesa della Badia di Sant’Agata
  • Palazzo San Giuliano
  • Palazzo degli Elefanti: finestroni del primo piano, progetto dell’androne e della corte centrale 
  • Monastero di San Benedetto: Badia piccola sul lato meridionale
  • Santa Casa di Loreto: rilievi dell’edificio originale a Loreto e direzione del cantiere a Catania.
  • Palazzo dell’Università: chiostro, progetto della tribuna centrale e del portale d’ingresso (poi rifatti a seguito dei danni per il terremoto del 1818)
  • Monastero dei Benedettini: aula capitolare (radicalmente modificata nel 1924-26 per la costruzione del Sacrario dei Caduti), refettorio, antirefettorio e cucine
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